MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE DI AGRIGENTO

MUSEI

MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE DI AGRIGENTO

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 PROVINCIA

Agrigento

COMUNE

Agrigento

INDIRIZZO

Contrada San Nicola, n° 12, Agrigento (AG), Italia

ORARI

APERTURA

CHIUSURA

Museo archeologico regionale di Agrigento

da Martedì a Sabato

9.00
19.30
Museo archeologico regionale di Agrigento

Lunedì

9.00
13.30
Museo archeologico regionale di Agrigento

Giorni festivi e Domeniche

9.00
13.30

 GIORNO DI CHIUSURA

     Mai

COSTO DEL BIGLIETTO

INTERO

RIDOTTO

MUSEO ARCHEOLOGICO REGIONALE DI AGRIGENTO
€ 8
€ 4
MUSEO ARCHEOLOGICO E VALLE DEI TEMPLI
€ 13,50
€ 7

INGRESSO GRATUITO

  • Ingresso gratuito la prima domenica di ogni mese. N.B. Non si applica alle visite serali dalle 19:30;
  • Ingresso gratuito solo per i minori di anni 18. N.B. Biglietto d’ingresso gratuito cittadini dell’Unione Europea di età inferiore ai 18 anni;
  • Ingresso gratuito solo per docenti e studenti delle facoltà di Architettura, di conservazione dei Beni culturali, di Scienze della Formazione e dei corsi di laurea in Lettere o materie letterarie con indirizzo archeologico o storico – artistico, docenti e studenti delle accademie di Belle Arti;
  • Ingresso gratuito solo per personale dell’Amministrazione dei Beni culturali ed ambientali.

BIGLIETTO RIDOTTO (50%)

Il Museo Archeologico regionale “Pietro Griffo” sorge al centro della Valle dei Templi, nella zona ad ovest della chiesa di San Nicola (oggi Museo Nazionale), si ergono i resti dell’ekklesiastérion e del cosiddetto Oratorio di Falaride. I lavori per la costruzione del museo hanno messo in luce un interessantissimo complesso di carattere pubblico (Agorà superiore). Nella parte nord, non più visibile perché barbaramente sepolto dall’edificio del museo, era un santuario di Demetra e Kore del VI-V secolo a.C., da collegare con ogni probabilità, come presidio sacro, con le attività pubbliche svolte immediatamente in basso a sud: dal santuario provengono i consueti ex voto fittili e ceramici. Il Museo raccoglie le collezioni di materiali archeologici statali, civiche e diocesane, e costituisce un insieme organico e di particolare importanza per la comprensione della storia della città di Agrigento e del suo territorio. L’architettura e l’assetto museografico si devono all’architetto Franco Minissi.  Il museo è costituito da 19 sale così costituite:

Sala I

Sala con documentazione cartografica e il repertorio delle fonti antiche.

Sala II

Materiale pre-protostorico, relativo alle culture di Serraferlicchio, eneolitica, di Monserrato e Cannatello, dell’età del bronzo, e di Sant’Angelo Muxaro, dell’età del ferro (notevole il vaso a staffa miceneo, proveniente da Cannatello); inoltre, materiali geloi più arcaici (Palma di Montechiaro e Licata), ivi collocati con lo scopo di far seguire il processo di penetrazione della cultura greca (ossia dell’acculturazione al mondo greco) tra le culture indigene, tra l’epoca della fondazione di Gela e quella d’Agrigento. Infine, materiali dalla necropoli di Montelusa, con le tombe più antiche sinora note d’Agrigento.

Sala III

Ospita le collezioni ceramiche già nel Museo Civico e la collezione Giudice (materiali non tutti di provenienza agrigentina), con vasi dalle necropoli saccheggiate nell’ottocento, oltre a materiali di recente rinvenimento. Il capolavoro della sezione è senza dubbio il cratere a fondo bianco con Perseo in procinto di liberare Andromeda (450 a.C.).

Sala IV

Ospita il materiale architettonico proveniente dai diversi santuari: oltre alla transizione dalla moda arcaica dei rivestimenti fittili a quella in pietra d’età classica, il visitatore potrà facilmente apprezzare, confrontando le gronde con teste leonine, le differenze stilistiche e cronologiche fra i templi da cui sono state recuperate le trabeazioni.

Sala V

Raccoglie i materiali votivi dei santuari agrigentini. Vi si riconoscono tipi di statuette arcaiche di divinità ed offerenti ispirate ai modelli gelesi. Un tipico oggetto votivo dai santuari delle divinità ctonie agrigentine è il busto fittile con polos (una particolare acconciatura) – sviluppo verosimilmente delle caratteristiche maschere arcaiche – raffigurante Kore, con ricca tipologia che dalla prima età classica raggiunge l’ellenismo (fra queste va segnalato un tipo di busto anticonico della dea). Oltre alle statuette e ai busti, occorre ricordare prodotti vascolari caratteristici d’Agrigento, come i bracieri con l’orlo decorato a stampiglia con scene figurate e motivi decorativi, mentre tipici dei culti demetriaci d’Agrigento sono i vasi multipli composti da anello (per recare il vaso sulla testa) con vasetti sovrapposti (kernoi).

Sala VI

Vi sono conservati materiali dell’Olympeion, con il colossale Telamone dell’Olympeion ricostruito nella parete di fondo, e tre altre teste di Telamone, il guerriero a tutto tondo in marmo (pertinente con tutta verosimiglianza alla decorazione frontonale), e il plastico con l’ipotesi di ricostruzione del tempio.

Sala VII (seminterrato)

Materiali del cosiddetto Quartiere ellenistico-romano. Oltre a sezioni stratigrafiche e materiali d’uso e decorativi (si notino i frammenti d’affresco in II stile) recuperati nello scavo delle case, vi si conservano gli emblemata distaccati dalle pavimentazioni musive.

Sala VIII (seminterrato)

Contiene il materiale epigrafico: fra questo vanno ricordate le poche epigrafi monumentali d’Agrigento greca, pertinenti perlopiù a sepolture.

Sala IX

Contiene il medagliere con le monete argentee d’Agrigento del V secolo a.C. con il tipo dell’aquila al diritto e del granchio, simbolo del fiume Akragas, al rovescio, oltre a monete più tarde della città e di altri centri sicelioti, e monete medievali, provenienti da scavi o da ritrovamenti fortuiti di singoli esemplari o di tesoretti.

Sala X

Ospita l’Efebo di Agrigento, piccolo capolavoro dello stile severo nella variante locale, dalle superfici morbide e lisce (470 a.C.).

Sala XI

Dedicata alle necropoli agrigentine di recente esplorazione, dalla fase arcaica a quella tardo-antica; vi sono anche esposti sarcofagi a vasca (VI secolo a.C.) e ad altare (V secolo a.C.) d’epoca greca, e sarcofagi romani del II e III secolo.

Sale XII e XIII

Le sezioni successive, relative al territorio, si articolano secondo le partizioni antiche e moderne. I materiali pre-protostorici del retroterra agrigentino, fra i quali i più significativi sono quelli della celebre necropoli di Sant’Angelo Muxaro (identificata con la mitica Camico, sede del re Cocalo e teatro delle gesta siciliane di Minosse e Dedalo).

Sale XIV, XVI e XVII

Contiene materiali dalle necropoli indigene coeve a quelle greche delle province di Agrigento e di quella di Caltanissetta.

Sala XV

Vi si conserva il cratere attico a figure rosse con Amazzonomachia proveniente da Gela (450 a.C.).

Sala XVIII

Vi è la raccolta dei cosiddetti materiali di seconda scelta.

Chiostro

Materiale architettonico ellenistico-romano; nella chiesa sedile di ginnasio con epigrafe greca.

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