IPOGEO STAGNONE PONTILLO

AREE ARCHEOLOGICHE

IPOGEO STAGNONE PONTILLO

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 PROVINCIA

Agrigento

COMUNE

Licata

INDIRIZZO

Contrada Stagnone – Pontillo, Licata (AG), Italia

ORARI

APERTURA

CHIUSURA

Ipogeo Stagnone Pontillo
8.30
13.30

 GIORNO DI CHIUSURA

  Chiuso tutti i giorni
(Solo su prenotazione)

COSTO DEL BIGLIETTO

INTERO

RIDOTTO

IPOGEO STAGNONE PONTILLO
GRATUITO
GRATUITO

L’ipogeo Stagnone Pontillo, risale all’età del bronzo antico, è situato alle pendici del monte Sole. Quest’opera, scavata in un masso enorme di pietra calcarea, nacque come luogo di culto o come camera sepolcrale, mentre sotto la dominazione araba fu usato come cisterna; da qui deriva la denominazione “Stagnone”, mentre la denominazione “Pontillo” deriva dalla sua appartenenza ad una famiglia omonima, cui è stato espropriato per essere inserito fra i beni di demanio pubblico. L’Opera è sotto tutela della soprintendenza B.B.C.C.A.A. (Beni Culturali Ambientali Architettonici) di Agrigento, perciò esso si trova al momento in un buon stato di conservazione. Lo Stagnone Pontillo è situato in una sorta di avvallamento immerso in una vegetazione fitta e rigogliosa composta da olivi e mandorli e lungo il sentiero si posso trovare diverse specie di vegetazioni. Entrando dentro si avverte un clima freddo e umido trasmettendo uno scenario di inquietudine, ma al tempo stesso di attrazione. Il complesso monumentale è formato da due grotte artificiali scavate nella roccia. Tra le aperture delle due grotte si trovano due tombe di forma circolare. La prima grotta, è larga circa 5m e lunga 10m, vi si accede da una piccola apertura rettangolare chiusa da una cancellata di ferro. La seconda, larga 10 m e lunga 16m, è la parte più importante di tutto il complesso architettonico. La roccia perimetrale è di tipo alveolato. Sulle pareti sono presenti graffiti e scritte nelle più diverse lingue in uso nell’antico mediterraneo, le quali fanno pensare ad una frequentazione internazionale del sito. All’interno scorgono tre grosse colonne, assottigliate verso l’alto e senza capitelli, anch’esse ricavate dalla viva roccia, che sostengono il soffitto del megaron. Su quest’ultimo, fra le colonne, si aprono due fori circolari a forma di pozzo, che garantivano l’aerazione. Lungo le pareti, a contatto con il soffitto, sono ricavate delle nicchie, utilizzate forse per alloggiare le lucerne. Sulla parete a est si scoprono una finestra e una porta, separate da una colonna, che danno accesso ad un altro ambiente parzialmente interrato. Da fuori il complesso monumentale prosegue con una scalinata, scavata nella roccia che permette l’accesso sopra la volta, dove sono collocati alcuni loculi rettangolari incavati per oltre 1 m nel materiale litico.

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