AREA ARCHEOLOGICA ERACLEA MINOA

AREE ARCHEOLOGICHE

AREA ARCHEOLOGICA ERACLEA MINOA

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 PROVINCIA

Agrigento

COMUNE

Cattolica Eraclea

INDIRIZZO

Contrada Minoa – Cattolica Eraclea (AG), Italia

ORARI

APERTURA

CHIUSURA

 Area Archeologica di Eraclea Minoa

Tutti i giorni compreso i festivi

8.30
19.30

 GIORNO DI CHIUSURA

  Mai

COSTO DEL BIGLIETTO

INTERO

RIDOTTO

AREA ARCHEOLOGICA ERACLEA MINOA
€4
€2

La città di Eraclea Minoa si stende su un bianco promontorio proteso verso un incantevole paesaggio marino, nella nota zona protetta naturista compresa tra Capo Bianco e la foce del fiume Platani.

L’Area archeologica di Eraclea Minoa fu scoperta dall’archeologo Ernesto De Miro all’inizio del 1950, e scavato a più riprese fino al 1964. Si può ancora oggi osservare il famosissimo teatro greco, inserito entro il recinto regolare della città, articolato su terrazze scendenti verso Sud-Ovest. La città era protetta da una imponente cinta muraria, circa 6 Km, che abbraccia l’intera estensione dell’altopiano, fino al fiume Platani. Nella zona pianeggiante a Sud del teatro sono stati riportati alla luce due strati sovrapposti di abitazioni, rispettivamente riferibili a due periodi ellenistico e romano repubblicano.

Nel II strato sono state rinvenute due case, del IV-III sec. a.C., periodo contemporaneo al teatro, caratterizzate da una pianta semplice con struttura quadrata, chiusa intorno ad un piccolo atrio con cortile centrale e inserite in un sistema a strade parallele e ortogonali.

La prima casa era ad un solo piano con cortile fornito di una grande cisterna in cui si convogliavano le acque del tetto a falde compluviate. A Nord del cortile vi era un sacello domestico (lararium), di cui si conservano l’altare quadrangolare. La pavimentazione è in cocciopesto decorato di tesserine bianche; le pareti conservano avanzi della decorazione a stucco stile pompeiano.

La seconda casa aveva un piano superiore con stanze destinate all’abitazione, le cui macerie nel crollo, hanno colmato i vani del piano terra. Eccezionale lo stato di conservazione dei muri, non solo nella parte lapidea ma anche nell’elevato in mattoni crudi. Le pareti erano rivestite di intonaco dipinto, di cui rimane il sottofondo di allettamento.

Nel I strato l’abitato invece risale al periodo del II-I sec. a.C., che si può identificare, al termine della prima guerra servile (132 a. C.). È costituito da case costituite generalmente da vari vani gravitanti su un cortile con focolare. I muri sono costruiti con basamento di blocchetti di pietra gessosa ed elevato in mattoni crudi. L’organizzazione in isolati inquadrati da strade che si incrociano, ricalca lo schema della fase precedente.

Verso la fine del I sec. a.C. la città fu abbandonata. In epoca paleocristiana e bizantina nel III-VII sec. d.C., fu costruita una grande basilica e un sepolcreto. L’area archeologica è recintata e visitabile. In un piccolo antiquarium sono esposti materiali provenienti dagli scavi del sito e del territorio circostante.

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